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Countdown, numero tre

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Articolo del Mondo Reale
(scritto dal punto di vista del mondo reale)
Countdown issue 3 cover

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Autore(i): Tim Jones e Mike Johnson
Artista(i): David Messina
Pubblicato da: IDW Publishing
Editore(i): Scott Dunbier
Serie: Countdown #3
Pubblicato il: 18 Marzo 2009
Pagine: 24
Data Stellare: Sconosciuta (2387)
Riferimento(i): ASIN B001V2T3Z4
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Sommario Modifica

A bordo della Narada, un Nero addolorato guarda il suo pianeta distrutto, "piangendo" per la perdita della moglie, del figlio mai nato, della sua famiglia, della sua gente e del suo pianeta nativo. Tre navi ospedali di Classe Olympic della Federazione, inviate per l'evacuazione di Romulus, chiamano la Narada, offrendo assistenza. Nero – che improvvisamente appare stranamente calmo – risponde di avere numerosi superstiti feriti, e chiede che vengano teletrasportati a bordo per essere curati, abbassando gli scudi per accoglierli. E' una trappola, infatti Nero crede che non sia un puro caso l'arrivo dei soccorsi giusto dopo la distruzione di Romulus, supponendo che l'interesse della Federazione sia di reclamare lo spazio Romulano. Pertanto nel teletrasporto prepara una serie di ordigni a tempo che esplodono subito dopo il trasbordo, distruggendole.

In seguito la Narada viene contattata dal Consiglio Legislativo del Senato Romulano, sfuggito dalla catastrofe grazie ad uno shuttle. Nero accoglie i Consiglieri ed il Pretore, che porta con se il Debrune Teral'n, un'antichissima arma che rappresenta il più grande simbolo dell'Impero. Il Pretore cerca di convincere Nero che la sopravvivenza del Senato è fondamentale per assicurare un futuro alla civiltà Romulana, ma Nero replica che la loro civiltà è morta nel momento in cui il Senato ignorò il suo avvertimento riguardo l'incombente pericolo rappresentato dalla stella. Il Pretore conta sul fatto che degli "umili minatori" avrebbero mantenuto il rispetto delle pesanti responsabilità dei loro rappresentanti, e intende cercare una nuova dimora per il Debrune Teral'n, un fardello che Nero doveva ritenersi fortunato per non farsene carico. A questo punto Nero si impossessa dell'arma e uccide due Senatori ed il Pretore, "sollevandolo" dalle sue onerose responsabilità. Chiede quindi ai due senatori superstiti come avrebbero ricostruito l'Impero, minacciandoli con il Teral'n.

Dopo che i suoi amici e le famiglie sul suo pianeta natale distrutto hanno incontrato la morte, Nero ed il suo equipaggio prendono parte alla tradizione romulana con un rituale che prevede di tatuarsi il volto con una vernice che sbiadisce nel tempo, in segno di lutto. Il periodo del lutto termina con la scomparsa del tatuaggio, ma quello di Nero è volutamente indelebile indicando che tutto ciò che rimane è la vendetta.

Nel frattempo su Vulcano, Spock e l'Ambasciatore Jean-Luc Picard discutono del proseguimento della minaccia della stella Hobus. La distruzione di Romulus rappresentava solo l'inizio; più la supernova distruggeva, più si alimentava crescendo, ed entro qualche settimana avrebbe raggiunto anche Vulcano e la Terra. L'unico modo per fermarla era quello di sfruttare la materia rossa per creare una singolarità nel nucleo della stella, in modo da "assorbirla" dall'interno. Un consigliere Vulcaniano comunica che il processo di formazione della materia rossa a partire dal decalitio è già a buon punto. Al fine di arrivare sufficientemente vicino al centro della stella per "consegnare" la materia rossa, l'Ambasciatore Spock propone l'utilizzo di un vascello prototipo conosciuto come Jellyfish (Medusa), appositamente progettato per affrontare condizioni ambientali estremamente instabili. Il progettista e pilota del Jellyfish è Geordi La Forge, che accorda il proprio supporto all'operazione.

Altrove, l'equipaggio della Narada scopre l'esistenza un complesso militare occultato, conosciuto come La Volta ("The Vault"), il cui scopo era di costituire un estremo rifugio per i governanti romulani, e vi accede tramite i codici criptati acquisiti dai senatori uccisi in precedenza.

Nero chiede al comandante del complesso, D'Spal, di garantire la fornitura di armi per aiutarli a superare questo momento di crisi. Lei lo porta a conoscenza di un sistema di armamento avanzato che sfrutta la tecnologia Borg rivisitata. Il sistema, oltre a fornire la curvatura, l'occultamento e un sistema sensoriale migliori della migliore nave federale, utilizza la nanotecnologia per autoripararsi. Ma non solo, possiede anche capacità di apprendimento e di risposte adeguate ad anticipare potenziali minacce, adattando i propri sistemi di conseguenza. Mentre Nero ammira il dispositivo, D'Sal afferma che la nave mineraria Narada sarebbe stato un ottimo banco di prova per questo sistema di armamento.

Intanto su Vulcano, Geordi arriva con il Jellyfish, accolto da Picard, Spock, e dal Capitano Data, rammentando che si era lasciato alle spalle tutte le avventure lasciando la Flotta Stellare per progettare la sua nave. Nel laboratorio dove si sta producendo la materia rossa, Data rivela i dettagli del piano a Geordi: una singola dose di materia rossa verrà indirizzata al centro della stella, direttamente dalla Jellyfish, creando una "singolarità unica", ovvero un buco nero artificiale, che assorbirà l'energia della supernova.

La Narada intanto è stata implementata con il sistema di armamento derivato dalla tecnologia Borg, e D'Spal rivela di conoscere le reali intenzioni di Nero &ndash vendicare la distruzione di Romulus – rendendosi disponibile per aiutarlo nell'impresa. La Narada è in grado di mettere in ginocchio i loro nemici, e Nero intende iniziare proprio da Vulcano.

Su Vulcano, Geordi e Data ricordano i vecchi tempi, mentre vengono eseguite le ultime modifiche alla Jellyfish per rendere sicuro il trasporto della materia rossa. Negli alloggi dell'Ambasciatore, Picard e Spock discutono sulla scoperta dei corpi dei senatori Romulani erranti nello spazio, vicino all'ultima posizione conosciuta delle tre navi della Federazione inviate per i soccorsi, che non hanno più inviato alcun segnale, inoltre numerose altre navi Klingon e Cardassiane erano scomparse recentemente, sempre nello stesso settore. Spock ipotizza che dietro tutto questo ci sia Nero, un temibile aspetto del suo avvertimento che avrebbe biasimato i Vulcaniani per la distruzione di Romulus.

Spock rivela che sarà egli stesso a pilotare il Jellyfish al posto di Geordi, dato che le probabilità che la missione sia di sola andata era molto alta e Geordi era ancora un uomo molto giovane, mentre lui stava per raggiungere la fine delle sue avventure. Spock inoltre riteneva di essere obbligato a farsi carico della missione, in quanto è stato il primo ad accorgersi della minaccia, ed a fallire sulla previsione del momento di trasformazione in nova. Picard esprime la sua comprensione, e assicura di aver preso provvedimenti affinché Nero non compisse la sua minaccia nei confronti di Vulcano.

In un altro luogo, la Narada potenziata aveva appena terminato la distruzione di un altro vascello della Federazione. Nero ordina di preparare la nave al salto finale verso Vulcano. Ayel esprime la sua riluttanza per questa azione, ricordando che erano dei minatori, e non soldati, proponendo di aspettare il riassestamento della flotta romulana, ma Nero replica che non c'è più tempo, in quanto sicuramente Spock e la Federazione sarebbero presto accorsi per salvare Vulcano.

Successivamente, la Narada viene raggiunta dal fuoco di numerosi Sparvieri Klingon che si sono disoccultati, circondando la Narada. Una delle navi attaccanti apre una frequenza di chiamata per la Narada, informando l'equipaggio che dovranno rispondere dei loro crimini contro l'Impero Klingon per aver sconfinato massacrando gli abitanti. I Klingon intimano a Nero ed al suo equipaggio un avvertimento:

Io sono il Generale Worf dell'Impero Klingon. Consegnate la vostra nave e arrendetevi. Altrimenti ci morirete sopra.

CONTINUA...

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